A quasi 91 anni, li avrebbe compiuti il prossimo 28 novembre, è morto Umberto Veronesi, l'oncologo per antonomasia, entrato, da volontario all'Istituto Nazionale dei Tumori e divenutone direttore nel 1975, nel corso della sua vita ha contribuito a fondare l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e, nel 1982, ha fondato la Scuola Europea di Oncologia (SEO). Nel 2003 ha cosituito la Fondazione Umberto Veronesi con lo scopo di sostenere la ricerca scientifica  in oncologia, cardiologia e neuroscienze e promuovere la divulgazione scientifica, "Lavorare per la salute delle persone, promuovere la pace, sostenere la ricerca" queste le sue parole riportate sul sito della Fondazione.

La sua battaglia contro il cancro è iniziata in tempi non sospetti quando nel 1965 è entrato come volontario all' Istituto Nazionale Tumori, concentrandosi in particolare contro il tumore della mammella, principale causa di morte tra le donne, diventando, tra le altre cose, il teorizzatore della quadrantectomia di cui poi è stato difensore ad ad oltranza insistendo sulle maggiori speranze di sopravvivenza che assicurava, purché abbinata alla radioterapia, rispetto alla mastectomia, ma con un impatto estetico e psicosessuale più accettati dalle pazienti. (Glossario)

Pier Giuseppe Torrani, Presidente AIRC e FIRC lo ricorda così:"Umberto Veronesi faceva parte di una generazione di medici che hanno fatto la storia della medicina in Italia e che sono cresciuti all'interno dell'Istituto Tumori di Milano, il primo luogo di cura che ha approcciato la malattia oncologica con l'occhio della modernità. Tutti i malati oncologici, e AIRC in particolare, devono molto alla sua lungimiranza di medico e scienziato e alla sua instancabile tenacia nel perseguire l'obiettivo di terapie più umane, efficaci e accessibili a tutti".

Veronesi si è battuto per la definizione di una legge antifumo mentre era Ministro della Sanità dall'aprile 2000 al giugno 2001, poi divenuta legge nel 2003, durante il governo Berlusconi, con il dott. Girolamo Sirchia in carica come Ministro della Sanità, inoltre si anche battuto per la depenalizzazione e la legalizzazione delle droghe leggere per permettere l'utilizzo dei derivati del cannabinolo per usi terapeutici e nella terapia del dolore.