In collaborazione con SaluteItalia.net Per i bambini In Italia, tutti i nuovi nati debbono sottoporsi a: 1. Antidifterica 2. Antitetanica 3. Antipoliomielitica 4. Antiepatite B Queste vaccinazioni vengono effettuate secondo precise scadenze, che costituiscono il cosiddetto 'calendario vaccinale'. Il ciclo inizia in media intorno al terzo mese di vita, e in questo periodo si somministrano il vaccino antidifterico e antitetanico combinati tra loro (a volte si può anche associare l'antipertosse), insieme all'antipoliomielitico per bocca e l'antiepatite B. Un primo richiamo è fissato entro il primo anno di vita, e il richiamo successivo è previsto prima dell'inizio della scuola dell'obbligo per il vaccino antidifterico e antitetanico, mentre chi ha scelto di associare a questi anche l'antipertosse dovrà fare una vaccinazione all'anno e mezzo di vita. Per le vaccinazioni facoltative, come quella contro il morbillo o la rosolia, il calendario vaccinale muta in base alle indicazioni del pediatra. Va comunque ricordato che queste scadenza vanno considerate solamente elementi di massima: se per vari motivi non fosse possibile rispettare con precisione le date indicate, la vaccinazione risulta comunque protettiva. Per gli adulti La legge italiana impone la vaccinazione per specifiche popolazioni, considerate a rischio di infezione. All'atto dell'arruolamento, ai militari viene richiesto di sottoporsi a vaccinazione anti-Tbc e a un 'cocktail' vaccinale che prevede antitifica, antidifterica, antitetanica, antimorbillo, antiparotite, antirosolia, antimeningococco. Ma ecco, in sintesi, le categorie per cui viene richiesta una particolare vaccinazione: * AntiTbc - Medici e infermieri, soggetti che curano persone malate, giovani che vivono in aree a elevato rischio, reclute. * Antitifo - Operatori nel campo dell'alimentazione, chi è adibito al trattamento delle acque, reclute. * Antitetano - Sportivi del Coni, operatori delle strade, operatori ecologici, metalmeccanici, agricoltori. tutto cercare di risolvere problemi di sanità pubblica. Naturalmente, il principale fine di una vaccinazione è il controllo della malattia, specie quando può causare complicazioni particolarmente temibili. Ma quanta più gente si vaccina, tanto maggiore è la possibilità che la malattia infettiva scompaia da una determinata zona, ed è quello che sta avvenendo per la poliomielite, mentre è già successo con il vaiolo, che è scomparso dal pianeta da una ventina di anni. Per giungere a questo risultato, occorre interrompere la trasmissione dell'elemento infettante da un individuo all'altro, il che significa aumentare la cosiddetta 'copertura' vaccinale della popolazione: quando questa supera il 90 per cento, quando cioè almeno nove persone su dieci sono state immunizzate contro un particolare patogeno, diminuisce il rischio per l'intera popolazione.