Tumore ovarico: è importante intervenire in tempo. La campagna di sensibilizzazione Acto, ricorda che la malattia può essere prevenuta e trattata.
La campagna di sensibilizzazione promossa da Acto (Associazione contro il tumore ovarico) in collaborazione con Yuongblood Mineral Cosmetics, e il supporto dell’azienda farmaceutica Roche, ospitata dal 23 al 27 novembre al Gemelli, ha sottolineato l’importanza, e i vantaggi che può avere la prevenzione del tumore dell’ovaio (la malattia si può sconfiggere). Secondo gli esperti il modo più efficace per anticipare le sue mosse è leggere la storia personale della donna, in modo tale che il tumore dell’ovaio possa essere prevenuto e trattato (ecco il farmaco biologico contro il tumore ovarico) nel migliore dei modi.

Tumore ovarico: è importante indagare la storia familiare
“Tutte le altre strategie di prevenzione come la cura del proprio corpo – spiega Giovanni Scambia, direttore del Dipartimento per la salute di donna e bambino al Policlinico Gemelli - la corretta alimentazione, e i controlli annuali a cominciare dall’ecografia transvaginale, sono un supporto ma non la chiave”.
“È un modo diverso di stare accanto alle pazienti – aggiunge Nicoletta Cerana, presidente di Acto - Ci siamo rese conto di offrire qualcosa di importante, qualcosa che aiuta davvero. Giovanni Scambia non vuole spaventare l’universo femminile, però è bene diffondere certe informazioni, senza veli. Il tumore ovarico – prosegue - è silente e si sviluppa in due modi. C’è quello che cresce e provoca dolori. In questo caso il medico prescrive degli esami che porteranno alla diagnosi. Poi c’è la tattica più subdola. Niente fastidi specifici fino a quando non compaiono sintomi gastrointestinali che potrebbero essere scambiati per patologie benigne, sottovalutati. La manifestazione esplicita della malattia - conclude - è un insolito gonfiore di pancia”.
Sedute di trucco e conforto psicologico saranno offerti alle donne in cura, poiché, perdere l’amore per il proprio aspetto, e la femminilità, è un rischio forte, specie quando si devono affrontare sfide terapeutiche impegnative. Le prime due tappe di “Sguardi di energia” si sono svolte a Milano, con oltre duecento partecipanti. Ora è il turno del Gemelli, uno dei centri di eccellenza e poi ci sarà Bari e Napoli.
Il tumore delle ovaie (le donne alte rischiano di più) spiegano gli esperti, è il sesto più diffuso in Italia, 6mila nuovi casi all’anno, e il più aggressivo fra quelli ginecologici. Solitamente viene diagnosticato intorno ai 50 o 60 anni di età, e se scoperto in fase tardiva, è difficilmente guaribile. All’origine c’è l’alterazione dei geni BRCA 1 e 2 che può portare a una predisposizione. Ragion per cui, se questa anomalia viene individuata con i test specifici, si possono studiare interventi di prevenzione. Ecco perché sottolineano i medici, è importante ricondursi alla storia familiare. Se ci sono precedenti di tumore a ovaio, seno e utero, l’esame può evitare, o ritardare la malattia. Fortunatamente ad oggi sono disponibili anche terapie cosiddette a bersaglio molecolare, che vanno a colpire cellule specifiche senza distruggere le sane. Inoltre, per aumentare le probabilità di successo delle cure, è fondamentale rivolgersi a centri di riferimento, che dispongono di ginecologi, oncologi, radioterapisti, radiologi, istopatologi, infermieri esperti, tutti riuniti in una squadra unica. Per saperne di più si può visitare il sito www.actoonlus.com