Dormire bene rafforza il sistema immunitario e aiuta a memorizzare i patogeni incontrati. Lo studio è di alcuni ricercatori tedeschi.

Lo studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Tubinga, in Germania insieme ad altri Istituti, pubblicato da Cell Press su Trends in Neuroscience, ha osservato come dormire (qui, i segreti per riposare bene) aiuti il sistema immunitario a memorizzare i patogeni già incontrati in precedenza.

Dormire: aiuta il sistema immunitario a riconoscere i patogeni

“Anche se da molto tempo è noto che il sonno supporta la formazione della memoria a lungo termine nel dominio psicologicospiega Jan Born, autore senior, dell'Università di Tubinga - A nostro avviso l'idea che la formazione della memoria a lungo termine sia una funzione del sonno valida in tutti i sistemi dell’organismo è del tutto nuova. Consideriamoprosegue - il nostro approccio in direzione di un concetto unificante della formazione biologica della memoria a lungo termine in cui il sonno gioca un ruolo fondamentale, un nuovo sviluppo nella ricerca sul sonno e sulla memoria. Ci sono prove in base alle quali ormoni rilasciati durante il sonno possano apportare effetti benefici nel passaggio tra le cellule che consegnano l’antigene e le cellule che lo riconoscono, e alcuni di questi importanti ormoni potrebbero mancare in assenza di sonno. Se non dormiamo – continua Born - il sistema immunitario potrebbe concentrarsi sui frammenti sbagliati del patogeno. Al fine di progettare vaccini efficaci contro l'HIV, la malaria e la tubercolosi, vaccini che si basano sulla memoria immunologica, si deve conoscere il corretto modello di memoria. La nostra speranza – conclude - è che confrontando i concetti di memoria neuronale e memoria immunologica, possa essere sviluppato un modello di memoria immunologica che integri i dati sperimentali disponibili, e possa servire come base utile per lo sviluppo di vaccini”.

Per giungere a queste conclusioni, gli esperti hanno esaminato il ruolo del riposo(si dorme sempre meno, ecco i rischi) rispetto al benessere del sistema immunitario. E studi sull’uomo, hanno mostrato come nelle notti successive ad una vaccinazione, l’aumento delle cellule T dedicate alla memoria, sembravano associate con il ‘sonno ad onde lente’, ovvero al sonno profondo (quante ore dormire? ecco la verità). Combinati insieme, i dati delle ricerche sembravano supportare il concetto per il quale proprio il sonno profondo potesse contribuire alla formazione di memorie a lungo termine ed essere associate ad una risposta ‘adattiva’ dell’organismo anche a livello immunitario.

Il meccanismo biologico con cui il sistema immunitario immagazzina il ‘ricordo’ dei batteri e dei virus consiste nella raccolta di minuscoli frammenti provenienti dal microorganismo, che servono per creare particolari cellule T (cellule del sistema immunitario), dette di ‘memoria’. Cellule che permettono quindi all’organismo, per mesi o per anni, di riconoscere precedenti infezioni e patogeni simili, ma non identici, rispetto a quelli incontrati grazie alle informazioni che avevano selezionato.