"Se mettiamo insieme i morti di cancro alla mammella e al colon-retto non raggiungiamo il numero delle vittime del tumore ai polmoni". Il messaggio drammatico e chiaro è stato lanciato dal professor Federico Cappuzzo, direttore del Dipartimento di oncologia medica dell'Istituto toscano tumori di Livorno, sui dati della malattia resi noti da una serie di convegni sia internazionali sia Italia in occasione del mese di sensibilizzazione a livello mondiale sul tumore al polmone.
 
In Italia si stima che nel 2013 saranno 38mila i casi di tumore al polmone diagnosticati e di questi, quasi il 30% sono donne. I malati di tumore ai polmoni hanno un'età media di 63 anni. Il tumore del polmone, ricordano gli specialisti italiani, rappresenta l'11% dei tumori diagnosticati in tutta la popolazione; tra gli uomini si stimano circa 27 mila nuovi casi, il 15% di tutte le forme tumorali diagnosticate, e tra le donne circa 11 mila, il 6%. Si calcola che attualmente un uomo su 9 ed una donna su 36 possa sviluppare un tumore del polmone nel corso della vita.
 
Al cancro ai polmoni vanno imputati il 20% dei decessi. Il dato sale al 26% nella popolazione maschile dove rappresenta la prima causa di morte per cancro in tutte le fasce di età (il 16% tra 0-49 anni; il 30% tra 50-69 anni; e il 25% tra gli ultrasettantenni). La forma più comune di tumore del polmone è quella non a piccole cellule che rappresenta l'85% circa dei casi.
 
La causa principale del tumore ai polmoni è da ricercarsi soprattutto nelle sigarette. Infatti degli oltre 30mila casi all'anno, il 90% interessa persone che sono o sono state fumatrici. Per ridurre il rischio di ammalarsi è necessario smettere di fumare, come spiega il professor Filippo de Marinis, direttore dell'oncologia toracica dell'Istituto europeo di oncologia di Milano: "I ragazzi, se vogliono evitare di ammalarsi, devono dimenticare le sigarette entro i 30 anni. La malattia, infatti, non si presenta immediatamente, ma molti anni dopo". Uno dei problemi che gli specialisti sottolineano è quello della prevenzione, dal momento che i sintomi per riconoscerla sono molto generici: tosse, affanno o raucedine. Per questo motivo la diagnosi medica arriva, nell'80% dei casi, quando il tumore è già in fase avanzata.