Anche le attività di prevenzione diventano sempre più profonde. Infatti l’ultima frontiera è individuare nei tessuti tumorali le diverse mutazioni delle proteine che regolano i processi cellulari e che poi generano tumori. In quest’ottica si lavora perché questa metodologia potrebbe fornire informazioni utili alla comprensione dei meccanismi molecolari di formazione e sviluppo della patologia in modo da consentire la messa a punto di terapie più mirate è più efficaci. Anche per questo potrebbe avere un fortissimo impatto il lavoro di due giovani ricercatrici, Clorinda Lori e Antonella Lantella, dottorande del Dipartimento di Scienze Biochimiche "A. Rossi Fanelli" della Sapienza.

Come si legge sulla rivista PlosOne, le due dottoresse, e in collaborazione con il Centro di genomica strutturale dell’università di Oxford, hanno individuato quattro varianti di una serina/treonina chinasi espresse in tessuti colpiti dalla progressione neoplastic Ha raccontato Roberta Chiaroluce del Dipartimento di scienze biochimiche della Sapienza: “Siamo impegnati già da alcuni anni nelle ricerche sull'effetto delle mutazioni sulla struttura molecolare delle proteine coinvolte nella trasmissione del segnale in malattie complesse e nel cancro in particolare. In questo lavoro abbiamo applicato infatti il medesimo approccio sistematico usato in un recente studio pubblicato su PlosOne condotto dal nostro team, in collaborazione con la dottoressa Alessandra Pasquo dell'Enea, sulla fosfatasi, un enzima coinvolto in numerosi tumori che agisce spegnendo l'azione mediata dalle chinasi".

Come si sa, le chinasi sono proteine coinvolte nella trasmissione di un determinato segnale all'interno della cellula e che nei tumori risultano spesso alterate. La ricerca si è basata sullo studio delle caratteristiche strutturali e funzionali delle chinasi mutate, da un punto di vista spettroscopico e della stabilità termodinamica. Nei geni di alcune chinasi presenti in diversi tipi di tumore sono state scoperte mutazioni puntiformi ovvero di un solo nucleotide nella catena del DNA. Come si legge su PlosOne, “tali mutazioni portano all'espressione di chinasi con una sequenza amminoacidica diversa e quindi con possibili differenze strutturali e funzionali rispetto a quelle espresse nei tessuti normali. Queste varianti genetiche possono essere responsabili della diversa suscettibilità individuale a malattie complesse come il cancro e della diversa risposta alle terapie farmacologiche”