A rendere pubblico un allarme ben noto alle autorità sanitarie ci ha pensato il premio Oscar Micheal Douglas. “Il mio cancro alla gola e' stato causato dal sesso orale”, ha rivelato l’attore americano, che in passato è stato ricoverato per un rehab proprio per la sua dipendenza da sesso. Infatti da tempo oncologi e ginecologi hanno bollato cunnilictus e fellatio come “pratica a rischio”, anche perché permette la trasmissione del virus Hpv che, soprattutto nel suo tipo 16, può causare l'insorgenza del cancro. Douglas è guarito dpoo che la malattia gli era stata diagnosticata nell'agosto 2010. L’allarme però viene confermato anche in Italia, aumentano tra i giovani i tumori alla faringe e alla cavità orale causati dal virus Hpv.

Segnala il presidente della Società italiana di ginecologia (Sigo), Nicola Surico: “I tumori alla cavità orale nel nostro Paese contano 10-12 mila nuovi casi l'anno. Si stima che ben il 50 per cento dei tumori dell' orofaringe siano attribuibili al virus Hpv trasmesso via sesso orale, così come il 15 per cento dei tumori del cavo orale e il 21 per cento di quelli alla laringe. Questo tipo di tumori è in aumento tra i giovani, e tra i maschi piu' che tra le donne. Il problema, sottolinea, è che in questi casi non è possibile fare prevenzione poiché il profilattico non è utilizzabile. L'unica soluzione per prevenire questo tipo di tumori sarebbe dunque quella di estendere la vaccinazione contro l'hpv anche ai ragazzi maschi, mentre oggi è prevista solo per le ragazzine”.

Gli infettivologi poi consigliano anche di rivolgersi con una certa periodicità a un otorino per controllare e cogliere precocemente l'eventuale presenza di lesioni cancerose”. Ma il presidente della Sigo sottolinea anche l’importanza della corretta informazione, perché “in molti casi i ragazzi non conoscono i rischi cui vanno incontro con il sesso orale, e per questo sono necessarie campagne informative. Con tale obiettivo partirà a breve una nostra campagna, in collaborazione con il ministero della Salute, per portare nelle scuole e negli ambulatori dei medici di base opuscoli informativi sulle malattie sessualmente trasmesse”.