Dalla battaglia contro il cancro che moltissimi ricercatori conducono quotidianamente sempre più spesso arrivano buone notizie. Una ricerca ha portato alla luce un meccanismo fondamentale nel controllo del metabolismo di ogni nostra cellula. E si tratta di uno studio finanziato da Airc - Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, Telethon e dalla Fism - Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, e pubblicato su “Nature Cell Biology” ed è opera dell gruppo di ricerca condotto da Francesco Cecconi del dipartimento di Biologia dell'Università di Roma Tor Vergata e dell'Irccs Fondazione Santa Lucia.

La scoperta permette di conoscere in dettaglio il modo in cui le cellule utilizzano i nutrienti e mobilizzano le loro risorse energetiche è di grande importanza in oncologia e nella lotta contro molte malattie (neurodegenerazioni, distrofie muscolari congenite, autoimmunità, malattie metaboliche quali l'obesità le malattie da accumulo lisosomiale). Le cellule tumorali, infatti, crescono velocemente utilizzando meccanismi alternativi per produrre energia e prediligendo il riciclaggio dei propri componenti anziché lo sfruttamento delle risorse esterne. Esse mettono in pratica quindi un attento piano di "risparmio energetico" per riprodursi a lungo, reagire alla risposta del nostro sistema immunitario e invadere i nostri tessuti. Questo processo prende il nome di "autofagia" (dal greco autos fagein, mangio me stesso). 
 
Con lo stesso sistema, si pensa che spesso le cellule tumorali sfuggano alle aggressioni della chemioterapia o dei nuovi farmaci biologici. I neuroni e le cellule muscolari, invece, ricorrono alla stessa attività metabolica "alternativa" per "ripulirsi" da sostanze tossiche o da organuli difettosi e, quando il meccanismo di ripulitura si inceppa, vanno incontro a degenerazione, come avviene ad esempio nel morbo di Parkinson o nella distrofia di Bethlem. L'autofagia può avere, dunque, per la salute umana ruoli negativi, nei tumori, oppure positivi, nelle malattie degenerative, a seconda delle circostanze. Una molecola chiave nella regolazione metabolica di tutte le nostre cellule è la grande proteina mTOR, ossia il principale regolatore di come e quando le cellule producono altre proteine. 
 
La proteina mTOR integra infatti tutte le comunicazioni che provengono dai nutrienti e dai fattori di crescita, e funge da punto di connessione fra i segnali cellulari per controllare crescita, metabolismo, e persino longevità nelle cellule sane. I ricercatori diretti dal professor Cecconi hanno scoperto che mTOR, definita pochi mesi fa il gene master della vita, quando la cellula è in buona salute e i nutrienti a sua disposizione abbondano, blocca ogni attività di risparmio energetico nella cellula mediante la specifica regolazione biochimica della proteina Ambra1, limitando, in sostanza, il ricorso della cellula stessa a vie metaboliche alternative. Se invece la cellula è sottoposta a stress e i nutrienti scarseggiano, questo blocco è rimosso, mTOR smette di funzionare e Ambra1 si attiva sostenendo così l'autofagia come sistema di riequilibrio energetico.
Questa scoperta consente la messa a punto di nuove strategie farmacologiche mirate a modulare Ambra1 e mTOR, e capaci di controllare le scelte metaboliche delle nostre cellule in numerose condizioni patologiche, anche molto diverse fra loro.