Sconfiggere il carcinoma uterino sieroso, quello più diffuso tra le donne, diventa meno difficile. Infatti gli studiosi dell'università di Yale (Usa), con l’aiuto di colleghi italiani dell'università degli Studi di Brescia (fra i quali il presidente dell'Agenzia italiana del Farmaco, Sergio Pecorelli) hanno scoperto i geni che interagiscono in questa  forma aggressiva e chemio-resistente di cancro dell'endometrio. E tanto basta per aprire nuove opportunità di cura a queste a questo morbo.

Come pubblicato sulla banca dati Pnas, i ricercatori – tutti esperti di genomica e biologia computazionale e da anni impegnati nella cura ai tumori ginecologici –  sono riusciti grazie alle nuove tecniche di fotografare una serie di geni finora sconosciuti, anche perché spesso soggetti a un processo di mutamento proprio a causa del carcinoma uterino sieroso. Il team ha infatti raccolto nello stesso trial 57 casi di donne affette da questo, con l’obiettivo di determinare le basi molecolari del comportamento aggressivo di questa forma di cancro. Così, prima è stato mappato tutti il corredo di geni coinvolti, quindi sono stati scoperti le mutazioni cruciali per la crescita di queste forme di cancro. Non solo, i ricercatori ha anche vagliato il numero di copie delle variazioni di geni che sono amplificati nei tumori per dar loro un vantaggio, in termini di crescita, sui tessuti normali.

Uno degli autori senior dello studio, l'italiano Alessandro Santin che insegna ostetricia, ginecologia e scienze riproduttive alla Yale School of Medicine, ha raccontato: “Abbiamo chiaramente identificato le mutazioni che sono responsabili di tumori Usc. Oltre a una serie di ben noti geni del cancro, abbiamo scoperto tre geni che non erano stati precedentemente associati al tumore. Ciò mette in evidenza nuovi percorsi che possono essere importanti nello sviluppo di terapie, anche di quelle in corso di studio”. Infatti i nuovi geni correlati al cancro includevano anche due tasselli del Dna - Chd4 e Mbd3 - che si trovano nella stessa proteina complessa e giocano un ruolo nel rimodellamento del genoma, per permettere alcune regioni di essere accese o spente. Non a caso Richard P. Lifton, genetista di Yale e ricercatore dell'Howard Hughes Medical Institute, ci tiene a sottolineare: “La scoperta di un terzo gene, Taf1, ci ha sorpreso perché si tratta di un componente essenziale del meccanismo responsabile della trascrizione di una grande frazione dei geni che codificano proteine nel genoma umano. Lo studio dettagliato dei diversi tipi di cancro continua a produrre nuove scoperte. Queste nuove scoperte definiscono le basi biologiche di questo tipo di tumore, e suggeriscono nuove opportunità per una terapia personalizzata”.