Raffreddore, mal di testa e lacrimazione. Ma anche difficoltà nella respirazione, dermatite e diarrea. A causa della vasta sintomatologia con cui si presenta, non sempre si riesce a diagnosticare l'allergia in tempi veloci. Diverso è per la pollinosi. Presentandosi esclusivamente in primavera, si restringono le ipotesi anche se occorrono dei test che individuano l'allergene. Durante la visita l'allergologo effettua l'anamnesi: attraverso il racconto dello stile di vita e delle abitudini si traccia una storia della patologia e si compone un quadro generale del paziente. Successivamente, lo specialista prescriverà: il prick test, consiste in una serie di prove cutanee. In caso di positività si crea subito un pomfo pruriginoso. Non va eseguito durante una terapia antistaminica o cortisonica. Il rast test, è un prelievo di sangue che individua gli anticorpi liberati dall'organismo durante la risposta allergica. Si consiglia quando il prick-test non dà risultati certi. Dopo la diagnosi, il paziente può sottoporsi ad una profilassi. Esistono più vaccinazioni, diverse per tempi e modi di somministrazione. E' il medico ad indirizzare verso la più adatta considerando: l'età del paziente il tipo di allergene I bambini possono fare il vaccino, l'età ideale è tra i sei e gli undici anni poiché in questa fascia il sistema immunitario è maggiormente reattivo. E' sconsigliato sotto i tre anni. Le forme sono: l'iniezione: il trattamento può prevedere più iniezioni, s'inizia con dosaggi bassi. Si comincia ad inizio ottobre e si sospende al comparire dei primi sintomi. Recentemente è stato approvato un nuovo vaccino che presenta due vantaggi: va effettuato una sola volta e contiene betaglicuronidasi, un enzima che potenzia la protezione seppure meno specifico rispetto al tradizionale. L'iniezione va fatta almeno quaranta giorni prima dell'arrivo dei pollini. le gocce: si distinguono per la diversa modalità d'azione:da deglutire o da applicare sotto la lingua spray nasali La profilassi non può essere seguita in caso di influenza, asma o durante una terapia antibiotica. In tutti casi possono insorgere effetti indesiderati, se ne presentano di lievi come la dermatite e di gravi come lo shock anafilattico. Le risposte anomale vanno comunicate al medico. Oltre alla prevenzione, i malesseri possono essere alleviati assumendo antistaminici, medicinali in grado di agire sul quadro sintomatologico inibendo la messa in circolazione d'istamina, la sostanza colpevole delle reazioni. I farmaci d'ultima generazione hanno eliminato i classici effetti collaterali ma, in alcuni casi, possono sopravvenire lievi fastidi come sonnolenza, stipsi e poco appetito. Assieme a questi farmaci, indicati principalmente per l'asma, possono essere prescritti bronco dilatatori.