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Farmaci in gravidanza
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Ci sono farmaci che assunti in gravidanza possono essere pericolosi per la corretta crescita del feto soprattutto nel primo trimestre di gestazione e, in particolare, fra la terza e l'ottava settimana durante le quali vi è la massima suscettibilità agli agenti teratogeni(quelli, cioè, capaci di determinare malformazioni fetali).
Superata questa fase, lo sviluppo strutturale del bambino non è più in pericolo e l'eventuale danno potrebbe essere legato solo ad anomalie dell'accrescimento e dello sviluppo funzionale.
In linea generale l'uso dei farmaci è sempre sconsigliato; spesso, però, la loro somministrazione si rende necessaria a causa di alcuni disturbi cui può andare incontro la gestante.
I farmaci che possono essere assunti in gravidanza, per i quali attualmente non sono stati dimostrati effetti negativi sul feto, sono:
alcuni antibiotici (penicillina, amoxicillina, ampicillina)
l'acido folico (consigliato nei primi mesi per la prevenzione della spina bifida)
il paracetamolo (antidolorifico e antifebbrile)
il ferro e le vitamine a basso dosaggio
gli anestetici locali e alcuni anestetici generali.
I farmaci che non possono essere somministrati durante la gravidanza in quanto hanno un sicuro effetto teratogeno sono:
i retinoidi utilizzati nel trattamento dell'acne grave
dosaggi elevati di vitamina A
tutti i farmaci citostatici (antitumorali)
alcuni medicinali consigliati contro le malattie della tiroide
il litio carbonato usato in alcune forme di depressione
la penicillamina utilizzata per l'artrite reumatoide.
Attenzione!Questo non vuol dire che a seguito dell'assunzione da parte della madre di tali farmaci il bambino nascerà con malformazioni, ma semplicemente che le probabilità che ciò possa accadere siano maggiori.
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