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I bambini e il diabete
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Farmacia.it - 2 maggio 2006
Il diabete è una malattia che coinvolge non solo la persona che ne soffre ma anche tutti gli altri membri della famiglia.
Il sostegno che i familiari possono dare al diabetico cambia chiaramente nelle diverse fasce d’età.
Durante l’infanzia…
La responsabilità della terapia e dei controlli giornalieri ricade completamente sui genitori. Che devono imparare a somministrare in modo corretto le dosi di insulina, a controllare il tasso di glucosio nel sangue e nelle urine, a modificare il regime alimentare in base all’attività fisica praticata e a prevenire gli scompensi diabetici associati allo stress, alle forti emozioni e a malattie che sopraggiungono di volta in volta.
In realtà, la serenità e la salute del bambino saranno determinate proprio dalla capacità di reagire dei genitori. Perché il piccolo si adatta sempre bene alla nuova situazione e alle rinunce da essa imposte.
Scoprire di avere un figlio diabetico è una prova difficile per ogni genitore, che richiede grande equilibrio e forza interiore.
Innanzitutto, per il bambino malato che non dovrà mai sentirsi diverso dagli altri, ma anche per i fratelli sani che non devono sentirsi trascurati a favore di quello malato. In ogni momento, il bambino diabetico deve essere trattato come un figlio normale, semplicemente perché lo è.
L'attività dei genitori nell'ambiente casalingo deve, poi, essere coadiuvata e completata da quella degli insegnanti a scuola, luogo dove il bambino trascorre metà della sua giornata.
Durante l’adolescenza…
In questa fase, il compito dei genitori è ancora più difficoltoso. Infatti, è richiesta infinita pazienza nel trasferire al giovane diabetico tutta la responsabilità della terapia.
Intorno ai 9-10 anni il bambino dovrebbe imparare a controllare il valore della glicemia e a farsi da solo le iniezioni di insulina. Ma anche se necessario, in ogni caso, si tratta di un cambiamento che non va obbligato: il piccolo non deve mai sentirsi abbandonato, perciò, se lo richiede, continuate voi a somministrargli le dosi e ad effettuare i controlli.
Inoltre, il bambino che scopre di essere ammalato di diabete, inizialmente, può rifiutare la sua condizione perché richiede l’adozione di nuove abitudini e di specifici comportamenti.
In questo passaggio, è fondamentale seguirlo da vicino per poterlo meglio aiutare a raggiungere la consapevolezza della sua malattia e a gestirla così autonomamente. Occorre, però, fornirgli tutto il sostegno psicologico di cui ha bisogno, senza mai comunicargli ansia e stress.
Annalisa De Dominicis
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