Farmacia.it- 09 febbraio 2010
(ANSA) - ROMA, 8 FEB - I soft drink, le sempre piu' gettonate bibite analcoliche, finiscono sul banco degli imputati. E per un motivo allarmante: il loro consumo puo' infatti aumentare, fino a raddoppiarlo, il rischio di sviluppare il cancro al pancreas, una delle forme tumorali piu' difficilmente curabili e dall'alto tasso di letalita'. Ed a far impennare il rischio basterebbero gia' due soft drink a settimana. L'allarme arriva dalla American Association for cancer research.
Lo studio che mette sotto accusa le bibite analcoliche e' pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology e parla chiaro: consumare due o piu' soft drink a settimana quasi raddoppia il rischio di cancro al pancreas rispetto a soggetti che non consumano questo tipo di bevande. Un pericolo tanto maggiore poiche' legato alla forte letalita' di questa neoplasia: solo il 5% dei pazienti con cancro al pancreas, infatti, sopravvive a cinque anni dalla diagnosi. ''La forte quantita' di zuccheri presenti in queste bibite - spiega il primo autore dello studio, Mark Pereira della School of Public Health della University of Minnesota - puo' infatti aumentare il livello di insulina nell'organismo; una condizione, questa, che pensiamo contribuisca alla crescita delle cellule cancerose nella patologia''. Per giungere a tali conclusioni, i ricercatori hanno seguito un campione di 60.524 soggetti per un periodo di 14 anni nell'ambito del cosiddetto 'Singapore Chinese Health Study'.
Nel periodo di osservazione, sono stati diagnosticati 140 casi di cancro al pancreas e coloro che consumavano due o piu' soft drink a settimana sono risultati avere un incremento del rischio di sviluppare la malattia dell'87% rispetto a coloro che non consumavano bevande analcoliche. E, secondo gli esperti, i risultati rilevati nell'indagine effettuata a Singapore sono estendibili anche ad altri paesi occidentali, date le analoghe condizioni ed abitudini rispetto al consumo di cibi e bevande di largo consumo. Lo studio ha pero' suscitato le perplessita' del direttore associato dello Yale Cancer Center Susan Mayne, secondo la quale i risultati si basano su un numero relativamente limitato di casi. Pronta la replica di Pereira: i risultati sono plausibili, confermati nei non-fumatori e simili anche con l'adozione di differenti abitudini alimentari. U
n allarme che potrebbe estendersi anche all'Italia, visto l'aumento dei consumi di soft drink soprattutto tra i ragazzi: Il consumo medio di alcolici tra ragazzi minorenni in una serata trascorsa in discoteca, secondo recenti dati dell'Istituto superiore di sanita', e' infatti di circa quattro bicchieri, di cui 1,5 di soft drink.(ANSA).